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The best of Rosita Giulian

 

DA GOOD MORNING UMBRIA 23 DICEMBRE 2011

IL PROCURATORE FAUSTO CARDELLA: “ PER COMBATTERE LA MAFIA LA REPRESSIONE NON BASTA:

LA SOCIETA’ CIVILE DEVE DARE LA SUA RISPOSTA”

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Dal Periodico ufficiale dell' AREA INTERFORZE  'INFORMAZIONI DELLA DIFESA'

N°2 -Marzo /aprile 2005

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Dal Periodico ufficiale dell' AREA INTERFORZE  'INFORMAZIONI DELLA DIFESA'

N° 5 -Settembre /ottobre 2007

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DAL MAGAZINE DEL CORRIERE DELL'UMBRIA  OTTOBRE 2008

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 7-11-2006

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CORRIERE DELL'UMBRIA 14-8-08

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DA RIVISTA MARITTIMA DICEMBRE 2008

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DA RIVISTAMILITARE.IT NOVEMBRE 2006

Home Descrizione: arrowStorie Descrizione: arrowGRIFO 2006. Una reporter speciale. Io, cronista 'embedded' alla Grifo 2006 / Rosita Giulian

Grifo 2006. Racconto in presa diretta.  Una reporter speciale "al seguito" dell'evento.   Io, cronista embedded alla "Grifo 2006".

 

Un corso di addestramento per pattuglie militari destinate a future missioni all'estero". La notizia rimbalza sulla mia scrivania. Con il piglio classico di una veterana giornalista medito dieci secondi sopra questa interessante iniziativa a cui non posso mancare. Chiamo subito al telefono il referente. La voce dall’altro capo è  quella del capitano Maurizio Cini responsabile delle relazioni esterne dell’Unuci e della XVI manifestazione 'Grifo 2006', la gara sportiva promossa appunto dall’ Unuci (Unione nazionale ufficiali d' Italia in congedo) che si tiene ogni anno nel capoluogo umbro e raggruppa le migliori pattuglie selezionate dai Distretti militari di tutta Italia. La manifestazione porta, tra gli altri,l'alto patrocinio del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore dell’Esercito.

 

Il capitano Cini, saputo del mio interesse mi invita a presenziare all’inaugurazione della due giorni (6-7 maggio). Mi informa, tra l’altro, che ho a disposizione un convoglio blindato con tre gentili e giovanissimi caporalmaggiori pronti a farmi da scorta per tutti gli spostamenti necessari. Signor si, ricevuto. Accetto l’opportunità offertami, ringrazio di cuore e, in meno di trenta minuti, mi faccio trovare sul luogo dell‘appuntamento. E’ andata bene, mi reputo fortunata ma metto in conto anche il fiuto del capitano che deve aver capito che una giornalista 'al seguito' formata al primo corso ufficiale per giornalisti inviati in aree di crisi indetto dallo Stato Maggiore della Difesa, è una risorsa preziosa ed insostituibile per il settore. Non si poteva sbagliare, e cosi è stato. Al mio arrivo alla stazione di Ellera di Corciano, piccola frazione del comune di Perugia , i militari mi prelevano, e con aria accomodante, il capitano Cini mi illustra, durante il breve  tragitto, i punti salienti della giornata. Il tutto avviene mentre impartisce, con un occhio all’orologio e uno alla cartina stradale, le indicazioni ai militari . E' il segno di inizio di una memorabile avventura. Io,unica giornalista 'dal vivo' (gli altri colleghi sono in redazione o altrove ad aspettare che venga diramato dal responsabile P.I. il classico comunicato stampa) un po’ per scelta , un pò per necessità. L'importanza di essere testimoni sul campo in mezzo agli uomini in uniforme e vedere con i propri occhi ciò che accade e come ci si comporta in uno scenario bellico è molto istruttivo dal punto di vista professionale, e non

Ha eguali.  Scalo alla 'base' ovvero la sede locale della Protezione Civile di Corciano che ospita le esercitazioni, tra finzione e realtà, di circa duecento militari divisi in pattuglie (tra corpi scelti come i paracadutisti e i granatieri ma anche riservisti e personale in congedo) e che funge da riferimento logistico per tutta durata della gara, distribuita su un territorio complessivo di un raggio di quindici chilometri.  Il tema dominante dell'edizione di questo anno è: 'La pattuglia esplorante in uno scenario peace enforcing' . Giusto il tempo per una rapida pausa di ristoro, e poi di nuovo in viaggio, con la scorta. Dal finestrino della jeep noto che lungo il fianco della struttura sono stati sistemati sopra il marciapiede dall'arbitro, una trafila di cartelli numerati con i vari test e quesiti delle discipline oggetto di prova cui le pattuglie, una per una e a turno, dovranno rispondere. Dal programma ufficiale, di tutto rispetto, leggo che tra i compiti da assolvere figurano: lo studio della missione ed emanazione degli ordini, l'acquisizione degli obiettivi e la loro neutralizzazione, il rapporto di pattuglia, il tiro, gli esplosivi, i simboli tattici e l'allestimento speciale .  Ore diciotto: fissata la partenza per luoghi strategici dove vengono effettuate le simulazioni.

 

  ”E la gente del paese, non si spaventerà?" Esclamo. "Nessun problema." Vengo rassicurata: tutta la popolazione è stata preventivamente informata tramite avvisi e segnalazioni. Continuo ad osservare in giro, le postazioni sono sparse tra boschi e colture ma attentamente studiate nei minimi dettagli, non per evitare, ma per destare sorprese. La prima puntata con la cartina topografica tra le mani, la faccio ad una pattuglia appiedata intenta a destreggiarsi in un' infiltrazione in territorio ostile. Siamo nel bel mezzo di un conflitto a fuoco tra fazioni nemiche. Attraverso, alla luce del tramonto, una distesa di terra incolta e piena di buche e di pozzanghere, a fatica e correndo tra sentieri accidentati, raggiungo il punto dove sta portando a termine la prima prova una pattuglia composta da tre elementi. Vengo fornita di giubbotto antiframmentazione. Il nucleo nella dimostrazione ha espresso una tecnica di difesa e un orientamento eccellente, ottenendo discreti risultati ma, con qualche accorgimento, si sarebbe potuto evitare qualche ferito. Altro giro di ispezione, insieme alla mia scorta che oramai chiamo per nome.

 

  Secondo blitz.

 Avverto un immediato scatto di sirene e un annuncio dal megafono:"tra venti secondi questo ponte si autodistruggerà!" Assisto al ritrovamento vicino ad un canale di sostanze esplosive e del loro successivo brillamento. Il giudice sta sistemando attivatori nascosti mimetizzati per vedere la reazione degli elementi in competizione e valutarne l'efficacia dagli ordini impartiti e dal metodo che si è deciso per uscir fuori dalla situazione di pericolo. Il maresciallo Tasca della sezione artificieri del Comando provinciale di Perugia coordina questo delicato intervento, e si raccomanda alle unità presenti di usare i suoi attrezzi con delicatezza, poiché dice:"sono gioielli molto costosi e con un potente motore elettrico."

  Noto che i caporalmaggiori mi guardano un po’ stupiti e mi chiedono con un velo di imbarazzo il perché di questa mia scelta professionale. Non sono abituati a vedere (almeno sino ad oggi) una 'donna embedded'. Butto la risposta con piglio sincero ed onesto, dicendo loro che la vivo come una missione. In un certo senso questo ideale ci accomuna. Siamo abitati dalla consapevolezza che non si corre dietro a nessun obbligo e ci muoviamo con il sacro desiderio di essere utili alla comunità. Con la sospensione della leva, questo valore all'interno delle stesse forze armate è ancora

più sentito e vissuto con grande determinazione e spirito di servizio. Concludo la mia risposta sottolineando che il fatto di essere donna, in un campo dominato dagli uomini, non mi crea nessun disagio apparente in quanto faccia tosta e rigore mi danno il coraggio per affrontare insidie e perplessità che si presentano lungo l'arduo cammino. In conseguenza a ciò, le truppe e gli ufficiali si aspettano  da noi, reciproca stima e fiducia.

 

  Terza fase.

  "Ha mai sparato?" Mi chiede il capitano. “Certo che no”.

Rispondo. Capisco che siamo arrivati presso il poligono di tiro. La squadra in campo è stata dotata di fucili calibro 15 e dimostra, sin da subito, di possedere padronanza del mezzo ottenendo un risultato stupefacente in termini di pallottole andata a buon segno. Ora tocca a lei!” Mi apostrofa un ufficiale.“Scusi prego? “ Accertato che non era uno scherzo, ho deciso di provare anche io a sparare a fuoco con l’arma semiautomatica. Dopo aver ricevuto istruzioni e linee e guida, mi sistemo le cuffie di protezione, posiziono il piede sinistro leggermente avanti, appoggio il calcio del fucile per farlo combaciare con la clavicola della spalla destra, fisso lo sguardo nel il mirino e sparo un colpo.

"..Il nemico è stato messo in fuga", è la magra consolazione che ricevo da un osservatore. Poco distante da noi nella campagna circostante, si stanno svolgendo altre prove; la simulazione di incidenti con il contributo della  Croce Rossa di Corciano; la ricerca e il rastrellamento delle campagne per eludere la sorveglianza e, infine, una prova che consente nello sferrare un’aggressione con armi chimiche contro un contingente impegnato in una missione di pace.

 

Il tour è giunto al termine. Le pattuglie non conoscono sosta vanno e vengono dalla struttura tra un morso veloce al panino e una sorso d'acqua, impegnati in prove pratiche e teoriche. La notte è ancora lunga per loro. Me ne vado con la promessa del mio ritorno all'indomani per le battute conclusive.  

 

Domenica mattina, secondo ed ultimo giorno. Incontro il presidente Unuci sezione di Perugia, generale di Corpo d’Armata in riserva Dott.Franco Stella, nonché ideatore dell’evento. Da lui mi faccio rilasciare una dichiarazione dove ribadisce, nel suo discorso, l’importanza e il miglioramento di quest’ultima edizione per l’ambiente idoneo specie sotto il profilo della ricettività. “In campo nazionale la sezione perugina vanta in particolare “ – dice ancora il gen. Stella - delle novità messe a punto dalle prove antiterrorismo cui hanno accesso le truppe speciali e gli ufficiali che vanno in missione nelle zone calde del mondo come, ad esempio, l’Iraq“.

  Ore 12:00. Con l'ammaina bandiera e l'intonazione dell'inno di Mameli si celebra il rito della deposizione della corona di alloro presso il monumento ai caduti. Qui si sono ricordati, per l' occasione, i nostri soldati caduti di recente a Nassirya e Kabul, tra le presenti autorità civili e militari sono stati attimi intensi di commozione e di orgoglio nazionale.   

 

Nella cerimonia finale di premiazione la pattuglia Unuci Acireale “Etna” è risultata la prima classificata. Riconoscimenti speciali sono stati espressi anche ai secondi classificati: Savoia Cavalleria (3°) ed ai terzi: Unuci Acireale “Ciclopi”. Premi simbolici, ma di grande valore, sono andati agli ufficiali migliori: una coppa offerta dell’Esercito firmata dal capo di Stato maggiore, gen. Filiberto Cecchi; una targa siglata dal comandante generale dei Carabinieri gen. Luciano Gottardo.

 

 Rosita Giulian giornalista freelance embedded

 

 Per il curriculum, vedi in basso dopo le foto.

 

   Ordine delle foto inviate:

 

  1) Rosita Giulian al centro. Alla destra il capitano Maurizio Cini (Cellula pubblica informazione e relazioni esterne dell’Unuci sezione di perugina) e alla sinistra il maresciallo Tasca del Nucleo Artificieri del Comando prov. dei Carabinieri di Perugia.

  2) Un momento del briefing (tenente Gobbi)

  3) Pattuglie impegnate si preparano a partire per le gare (di spalle, il cap. Pasquali dell'Unuci Roma)

  4) Immagini della cerimonia finale

  5) Momenti della premiazione (3 immagini)

 

 FOTO1 

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 Breve curriculum vitae di Rosita Giulian. Sito internet: http://www.rositagiulian.com;

 e-mail:   info@rositagiulian.com   oppure rositagiulia@yahoo.it

 

 

 Rosita Giulian è nata il 24 dicembre 1972 a Perugia. Nel 2004 è selezionata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti di Roma per partecipare ad un evento storico per il giornalismo freelance italiano: il primo Corso di Aggiornamento a livello nazionale tenuto presso il prestigioso ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO “CARLO DE MARTINO” di Milano.   In questo ultimo periodo dopo aver ricoperto l'incarico di Vice presidente dell' Associazione Nazionale 'Giornalisti Freelance' ha frequentato con successo il  “Corso informativo per giornalisti ed operatori dell'informazione destinati ad operare in aree di crisi" organizzato dallo STATO MAGGIORE DELLA DIFESA  a favore della FNSI.   Il 2005  si è rivelato molto intenso, con la partecipazione a molti eventi fortunati che le hanno apportato  grandi  consensi a livello professionale, come è risultata gradita da parte dei media la presenza di Rosita alla sesta edizione del  LucaniaFilmFestival come giornalista embedded.  lta qualita' eccellenza e aggiornamento costante sono tra le sue priorita'.    Ultimi corsi frequentati ad oggi:

 

  -Ordine Nazionale dei Giornalisti : Corso di Aggiornamento

per freelance tenuto presso il prestigioso ISTITUTO PER LA

FORMAZIONE AL GIORNALISMO “CARLO DE MARTINO” di Milano.

ù

  - 'Corso informativo sul terrorismo'  organizzato dal Centro Studi Difesa e Sicurezza e tenuto nel distretto militare di Roma col Patrocinio della IV Commissione Difesa della Camera  dei Deputati.

  -  Etica, Informazione e diritti umani. Corso di qualificazione professionale per giornalisti (Associazione Stampa Romana con il  patrocinio dell' O.D.G. nazionale).

 

  - Corso di Formazione per praticanti giornalisti indetto dall'Ordine Regionale dei Giornalisti delle Marche e svoltosi presso  l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

 

 

 

 

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DAL PERIODICO  GIORNALISTI  n°4  SETTEMBRE - OTTOBRE 2006

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Dal quotidiano LA PADANIA del 20-8-06

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Dal freepress TUTTOPERUGIA del 15-1-04

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Dal quotidiano LA PADANIA del 14 -6- 06

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 22-5-2006

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 8-9-2005

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 30-6-05

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 16-6-05

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA  FEBBRAIO 2006

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 16-6-05

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DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA DEL 2-2-06

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AL FREE PRESS TUTTOPERUGIA DEL 5-4-06

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DAL SETTIMANALE  NEWS N. 18 DEL 16 SETTEMBRE 2005

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  Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente indirizzo: www.giornalistfreelance.it

ROSITA GIULIAN      e    GABRIELLA SIMONI
giornalistifreelance.it                         StudioAperto

 

Clicca qui per ascoltare l'intervista in audio

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Rosita

Quali sono le qualità di un buon inviato di guerra televisivo?

Gabriella

Intanto la regola fondamentale è di raccontare quello che si vede, e quindi un inviato, come ogni inviato di guerra o no, deve cercare di avvicinarsi il più possibile a dove stanno accadendo le cose e raccontare esattamente le cose come stanno. E' questa è la prima regola non dell'inviato di guerra, ma del giornalismo in generale, secondo me. E poi ci sono tutta una serie di cose che sono importanti che sono: la logistica, il fatto di avere tutto quello che ti consente di sopravvivere comunque anche se c’e’ un black-out di luce, di comunicazioni, soprattutto ora che i mezzi sono molto cambiati, anche le telecomunicazioni molto cambiate. E tutto molto più facile, molto più possibile; un tempo era più complicato. E l’altra cosa, una grande conoscenza, una grande curiosità rispetto al posto che racconti: leggere, leggere, leggere, leggere,leggere e cercare di imparare il modo di vivere, la cultura, la lingua se possibile del posto in cui vai.

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Rosita

Ci puoi raccontare qualche episodio compromettente che ti è capitato sul campo di battaglia nel corso di questa tua ventennale carriera?

Gabriella

 

E tanti te ne posso raccontare: io sono stata prigioniera la prima guerra del golfo, io sono stata prigioniera dei Tuareg, sono stata quella che ha portato via Ilaria Alpi e Miran Hrovatin dalla Somalia, quella che ha fatto aprire il caso Ilaria Alpi, sono stata una che ha fatto immagini di vario tipo fuori dalle censure in medio-oriente, sono stata quella che ha fatto le immagini del calcio del vicequestore al ragazzo durante il G8 a Genova, quindi mi è capitato spesso di essere, come dire, non solo testimone, ma anche in qualche modo di vivere sulla pelle una serie di cose. Sicuramente quella che mi ha più di tutti fatto male, fatto ripensare, messo in crisi, fatto fermare, è stata la storia di Ilaria Alpi.

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Rosita

Cambiando discorso, come è cambiata nel corso del tempo la figura dell’inviato speciale?

Gabriella

 

Io credo che nelle cose fondamentali non sia cambiata e non debba cambiare. Sono cambiati i mezzi: è più facile per tanti aspetti, è più difficile perché c’è più concorrenza. Ci sono dei tempi più stretti. Un tempo l’inviato, raccontava Ettore Mo, poteva permettersi di metterci 3 settimane ad arrivare in Iran. Oggi non sarebbe possibile. Se non arrivi subito non sei pronto subito a raccontare. Non esiste, dopo 2 giorni ti fanno tornare indietro. Però abbiamo molti più mezzi a disposizione, abbiamo più facilità, abbiamo più possibilità. Però quando un confine è chiuso, è chiuso, e come dovevi entrare di nascosto prima, devi farlo ora. Le censure c’erano prima e ci sono anche oggi. E il fatto di avere delle persone che abbiano la voglia, la costanza, la forza di arrivare dove succedono le cose e poi raccontare quello che vedono è uguale, oggi come ieri. I principi fondamentali di questo mestiere non possono cambiare. Il giorno che cambieranno finirà questo mestiere.

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Rosita

“Da grande farò l’inviata speciale”: una battuta a caldo per concludere!

Gabriella

“Da grande” spero di diventare un inviato speciale! Credo che sia uno di quei mestieri che tutte le volte che vai in un posto è come se fosse la prima volta. Tutte le volte, se sbagli è come se avessi annullato quello che hai fatto prima: non basta mai. Non sei mai abbastanza bravo, non hai mai abbastanza approfondito, non conosci mai abbastanza, se lo fai sul serio. Se non lo fai sul serio, non fai questo mestiere.

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Rosita

Grazie Gabriella, buon lavoro!

E davvero te lo auguriamo tutti noi !
Giornalisti Freelance IT

L'intervista è interamene protetta dalla legge sul diritto d'autore. L'autrice è Rosita Giulian.
Qualsiasi duplicazione totale o parziale sarà perseguita a termini di legge.

 

  Da TABLOID Ordine Regionale dei Giornalisti della Lombardia sett./ott. 2004

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CORRIERE DELL'UMBRIA

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Copertina

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Retro

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3 Marzo Anno 2001.  Le azzurre umbre a Milano” 

in occasione della 2° Assemblea Nazionale

Azzurro Donna

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Retro

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 Anno 2001.  La fiaccolata di S.Benedetto - Tour nei luoghi e nei santuari Benedettini. In collaborazione con il Comune di Norcia

(Non disponibile)

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Dal freepress  City7 - 2003

Articolo disponibile anche nel sito ufficiale di Carlo Lucarelli all'indirizzo:

http://www.carlolucarelli.net/intervistato.htm

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Dal freepress  City7 - 2003

Articolo disponibile anche nel sito italiano del bookcroosing:

http://www.rinaldiweb.it/eurobc/images/city7.jpg

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 Da City7 reportage da  Mantova - Ottobre 2003.

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 Da City7 - Agosto  2003

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