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DA GOOD MORNING UMBRIA 23 DICEMBRE 2011
IL PROCURATORE FAUSTO CARDELLA: “ PER COMBATTERE LA MAFIA LA REPRESSIONE NON BASTA:
LA SOCIETA’ CIVILE DEVE DARE LA SUA RISPOSTA”
Dal Periodico ufficiale dell' AREA
INTERFORZE 'INFORMAZIONI DELLA DIFESA'
N°2 -Marzo /aprile 2005


Dal Periodico ufficiale dell' AREA
INTERFORZE 'INFORMAZIONI DELLA DIFESA'
N° 5 -Settembre /ottobre 2007




DAL MAGAZINE DEL CORRIERE DELL'UMBRIA OTTOBRE 2008


DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 7-11-2006
CORRIERE DELL'UMBRIA 14-8-08
DA RIVISTA MARITTIMA DICEMBRE 2008


DA RIVISTAMILITARE.IT NOVEMBRE 2006
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DAL PERIODICO GIORNALISTI n°4 SETTEMBRE - OTTOBRE 2006
Dal quotidiano LA PADANIA del 20-8-06
Dal freepress TUTTOPERUGIA del 15-1-04

Dal quotidiano LA PADANIA del 14 -6- 06
DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 22-5-2006

DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 8-9-2005

DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 30-6-05

DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 16-6-05
DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA FEBBRAIO 2006

DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA 16-6-05

DAL FREE PRESS TUTTOPERUGIA DEL 2-2-06

AL FREE PRESS TUTTOPERUGIA DEL 5-4-06

DAL SETTIMANALE NEWS N. 18 DEL 16 SETTEMBRE 2005

giornalistifreelance.it
StudioAperto
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Rosita |
Quali sono le qualità di un buon inviato di guerra televisivo? |
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Intanto la regola
fondamentale è di raccontare quello che si vede, e quindi un inviato, come
ogni inviato di guerra o no, deve cercare di avvicinarsi il più possibile a
dove stanno accadendo le cose e raccontare esattamente le cose come stanno.
E' questa è la prima regola non dell'inviato di guerra, ma del giornalismo in
generale, secondo me. E poi ci sono tutta una serie di cose che sono
importanti che sono: la logistica, il fatto di avere tutto quello che ti
consente di sopravvivere comunque anche se c’e’ un
black-out di luce, di comunicazioni, soprattutto ora che i mezzi sono molto
cambiati, anche le telecomunicazioni molto cambiate. E tutto molto più
facile, molto più possibile; un tempo era più complicato. E l’altra cosa, una
grande conoscenza, una grande curiosità rispetto al
posto che racconti: leggere, leggere, leggere, leggere,leggere
e cercare di imparare il modo di vivere, la cultura, la lingua se possibile
del posto in cui vai. |
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Rosita |
Ci puoi raccontare
qualche episodio compromettente che ti è capitato sul campo di battaglia nel
corso di questa tua ventennale carriera? |
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E tanti te ne posso
raccontare: io sono stata prigioniera la prima guerra del golfo, io sono
stata prigioniera dei Tuareg, sono stata quella che ha portato via Ilaria
Alpi e Miran Hrovatin
dalla Somalia, quella che ha fatto aprire il caso Ilaria Alpi, sono stata una
che ha fatto immagini di vario tipo fuori dalle censure in medio-oriente,
sono stata quella che ha fatto le immagini del calcio del vicequestore al
ragazzo durante il G8 a Genova, quindi mi è capitato spesso di essere, come
dire, non solo testimone, ma anche in qualche modo di vivere sulla pelle una
serie di cose. Sicuramente quella che mi ha più di tutti fatto male, fatto
ripensare, messo in crisi, fatto fermare, è stata la storia di Ilaria Alpi. |
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Rosita |
Cambiando discorso, come è
cambiata nel corso del tempo la figura dell’inviato speciale? |
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Io credo che nelle cose
fondamentali non sia cambiata e non debba cambiare. Sono cambiati i mezzi: è
più facile per tanti aspetti, è più difficile perché
c’è più concorrenza. Ci sono dei tempi più stretti. Un tempo l’inviato,
raccontava Ettore Mo, poteva permettersi di
metterci 3 settimane ad arrivare in Iran. Oggi non sarebbe possibile. Se non
arrivi subito non sei pronto subito a raccontare. Non esiste, dopo 2 giorni
ti fanno tornare indietro. Però abbiamo molti più mezzi a disposizione,
abbiamo più facilità, abbiamo più possibilità. Però quando un confine è chiuso, è chiuso, e
come dovevi entrare di nascosto prima, devi farlo ora. Le censure c’erano
prima e ci sono anche oggi. E il fatto di avere delle persone che abbiano la
voglia, la costanza, la forza di arrivare lì dove
succedono le cose e poi raccontare quello che vedono è uguale, oggi come
ieri. I principi fondamentali di questo mestiere non possono cambiare. Il
giorno che cambieranno finirà questo mestiere. |
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Rosita |
“Da grande farò l’inviata
speciale”: una battuta a caldo per concludere! |
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“Da grande” spero di
diventare un inviato speciale! Credo che sia uno di quei mestieri che tutte
le volte che vai in un posto è come se fosse la prima volta. Tutte le volte,
se sbagli è come se avessi annullato quello che hai fatto prima: non basta
mai. Non sei mai abbastanza bravo, non hai mai abbastanza approfondito, non
conosci mai abbastanza, se lo fai sul serio. Se non lo fai sul serio, non fai
questo mestiere. |
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Rosita |
Grazie Gabriella, buon
lavoro! |
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E davvero te lo auguriamo tutti noi ! L'intervista
è interamene protetta dalla legge sul diritto d'autore. L'autrice è Rosita Giulian. |
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C
CORRIERE DELL'UMBRIA
Copertina

Retro

3 Marzo Anno 2001. Le azzurre umbre a Milano”
in occasione della 2° Assemblea Nazionale
Azzurro Donna
Copertina

Retro

Anno 2001. La fiaccolata di S.Benedetto - Tour nei luoghi e nei santuari Benedettini. In collaborazione con il Comune di Norcia
(Non disponibile)
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Dal freepress City7 - 2003
Articolo disponibile anche nel sito ufficiale di Carlo Lucarelli all'indirizzo:
http://www.carlolucarelli.net/intervistato.htm

Dal freepress City7 - 2003
Articolo disponibile anche nel sito italiano del bookcroosing:
http://www.rinaldiweb.it/eurobc/images/city7.jpg

Da City7 reportage da Mantova - Ottobre 2003.
Da City7 - Agosto 2003

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